Il costo del potere
Quanto paghiamo il Parlamento europeo. Che cosa possiamo controllare. E che cosa no.
In una riga. Ogni eurodeputato riceve 4.950 euro al mese per le spese d’ufficio. Non deve presentare ricevute per incassarli, non deve pubblicarle, e nel 2018 i vertici del Parlamento hanno votato contro l’obbligo di restituire quelli non spesi. È solo una delle voci. Ecco le altre.
1. In sintesi: cinque numeri
Il conto della democrazia europea si legge in cinque cifre. Nessuna, da sola, dice tutto. Insieme dicono molto.
| Dato | Importo | Che cos’è |
|---|---|---|
| Spese generali d’ufficio | 4.950 € al mese | Somma forfettaria, versata su un conto dedicato. Nessun obbligo di pubblicare le ricevute [2][3][13] |
| Diaria | 359 € al giorno | Basta firmare il registro delle presenze. Dimezzata solo se nei giorni di voto si salta più di metà degli appelli nominali [2] |
| Stipendio | 11.255,26 € lordi al mese | 8.772,70 € netti dopo l’imposta UE. Non si riduce per le assenze [2][5] |
| Collaboratori | fino a 32.072 € al mese | Tetto di spesa per assistenti, pagati direttamente dal Parlamento, non dal deputato [2] |
| Strasburgo | circa 114 milioni € l’anno | Risparmio stimato dalla Corte dei conti europea (2014) se le plenarie restassero a Bruxelles [4] |
Sopra tutto, il bilancio del Parlamento europeo per il 2026: 2.604.856.587 euro [1].
Per correttezza. Le cifre misurano cose diverse e non vanno sommate. «Stanziato» non vuol dire «speso». Il tetto per i collaboratori non è reddito del deputato. La stima su Strasburgo è del 2014: oggi nessuno ne ha fatta una nuova.
2. Quanto riceve un eurodeputato
Uno stipendio da giudice, una diaria a firma, un fondo per l’ufficio senza scontrini pubblici. E un tetto di oltre trentamila euro al mese per lo staff.
Lo stipendio
Dal luglio 2009 tutti gli eurodeputati, di qualunque Paese, ricevono lo stesso stipendio: il 38,5% dello stipendio base di un giudice della Corte di giustizia dell’Unione [5]. Il Parlamento pubblica oggi 11.255,26 euro lordi al mese, cioè 8.772,70 euro netti dopo l’imposta dell’Unione e i contributi [2]. In un anno fanno 135.063,12 euro lordi. Eventuali imposte nazionali possono ridurre il netto.
La diaria
359 euro al giorno nel 2026, per vitto e alloggio nei giorni di attività parlamentare [2]. Per riceverla basta firmare un registro ufficiale delle presenze. C’è una sola correzione: nei giorni di voto in plenaria, chi partecipa a meno della metà delle votazioni per appello nominale prende metà diaria, 179,50 euro, anche se presente [2].
Le spese generali: 4.950 euro al mese
È la voce che merita più attenzione, ed è il capitolo 5 di questo dossier. In breve: 4.950 euro al mese (59.400 l’anno) per ufficio, telefono, computer, documentazione, rappresentanza. Si versano forfettariamente su un conto dedicato. Il deputato ne risponde personalmente, ma non presenta fatture per incassarli e non è obbligato a renderne pubblico l’uso [2][3][13]. Può chiederne anche solo una parte.
I collaboratori
«Assistenza parlamentare» vuol dire una cosa semplice: lo staff personale di ogni eurodeputato. Sono le persone che lavorano per lui: gli assistenti accreditati a Bruxelles e Strasburgo, con contratto del Parlamento; gli assistenti locali nel Paese di elezione, con contratto tramite un intermediario pagatore; i tirocinanti; i consulenti e i servizi esterni. Studiano i testi, scrivono emendamenti, tengono l’agenda, rispondono ai cittadini, curano la comunicazione.
Il deputato sceglie chi assumere; il Parlamento paga direttamente stipendi, contributi e fatture. Il tetto 2026 è 32.072 euro al mese per deputato, fino a 384.864 euro l’anno [2]. Non è reddito del deputato, ma è denaro pubblico speso su sue scelte. È vietato assumere familiari stretti [6].
Nel bilancio 2026 la voce «assistenza parlamentare» vale in tutto 273.732.353 euro [1b]: circa 380.000 euro per ciascuno dei 720 deputati, cioè quasi il tetto massimo. Il budget per lo staff, in pratica, si usa.
Viaggi, fine mandato, pensione
- Viaggi: rimborsati su documenti e con massimali. Per le trasferte fuori dal Paese di elezione c’è un plafond annuo di 5.638 euro nel 2026 [2].
- Fine mandato: un mese di stipendio per ogni anno di mandato, da 6 a 24 mesi. Si interrompe se l’ex deputato assume un altro mandato o incarico pubblico [5, art. 13].
- Pensione: dai 63 anni, il 3,5% dello stipendio per ogni anno di mandato, fino al 70%. La paga il bilancio dell’Unione [5, art. 14].
Il conto massimo di un seggio, in teoria
Stipendio lordo + spese generali + tetto collaboratori: 135.063,12 + 59.400 + 384.864 = 579.327,12 euro l’anno. Senza diarie, viaggi, pensioni, uffici e personale dell’istituzione.
Per correttezza. È un esercizio, non una spesa certificata: somma un tetto (i collaboratori) che non sempre viene usato per intero, e non è quanto incassa il deputato. Per il costo reale di ogni seggio servirebbero dati di consuntivo per singolo deputato. Il Parlamento non li pubblica.
3. Il valore di una firma
In Italia un deputato assente perde 206,58 euro al giorno. A Bruxelles e Strasburgo, se ha firmato, non perde nulla.
Al Parlamento europeo la diaria si guadagna firmando il registro. La firma dice che il deputato è passato. Non dice per quanto è rimasto, che cosa ha fatto, se ha lavorato.
Nei giorni di voto in Aula c’è un secondo filtro: chi partecipa a meno della metà degli appelli nominali prende metà diaria [2]. Ma non tutte le votazioni sono per appello nominale, e nei giorni senza voto il filtro non esiste.
Per le spese generali, le misure di attuazione prevedono che chi, senza giustificazione, manca ad almeno metà dei giorni di plenaria in un anno parlamentare restituisca il 50% dell’indennità [3]. Sono previste esenzioni documentate: malattia, gravi motivi familiari, missioni autorizzate. Quante volte è stata applicata? Nel 2020, a una richiesta di accesso agli atti, il Parlamento rispose che per il periodo esaminato un solo deputato aveva superato la soglia [15].
Lo stipendio, invece, non si tocca. Non esiste una decurtazione per le assenze.
E in Italia?
| Camera dei deputati | Senato | Parlamento europeo | |
|---|---|---|---|
| Diaria | 3.503,11 € al mese | 3.500 € al mese | 359 € al giorno |
| Assenza | −206,58 € per ogni giorno di assenza dalle sedute con votazioni [7] | decurtazioni per assenza [8] | metà diaria solo se, nei giorni di voto, si salta più di metà degli appelli nominali |
| Chi è «presente» | chi partecipa almeno al 30% delle votazioni del giorno [7] | chi partecipa almeno al 30% delle votazioni del giorno [8] | chi firma il registro |
| Altre trattenute | fino a 500 € al mese per assenze dagli organi [7] | — | 50% delle spese generali solo oltre metà plenarie saltate senza giustificazione |
E per tutti gli altri? Chi timbra il cartellino e se ne va perde lo stipendio. E rischia il lavoro.
Per correttezza. Diaria mensile (Italia) e giornaliera (Europa) non si confrontano euro per euro: si confrontano i meccanismi. Le classifiche di presenza circolano, ma questa edizione non ne pubblica nessuna: non abbiamo ancora un dataset ufficiale verificato. Il voto in Aula, poi, non misura tutto il lavoro di un deputato. Nessun nome, nessuna accusa: le regole bastano.
4. Strasburgo: il trasloco più caro d’Europa
Dodici volte l’anno il Parlamento europeo lascia Bruxelles per quattro giorni. Costo stimato: 114 milioni di euro l’anno.
Il Protocollo n. 6 dei Trattati stabilisce che a Strasburgo si tengano dodici sessioni plenarie l’anno; commissioni e plenarie aggiuntive a Bruxelles; il Segretariato generale a Lussemburgo [9]. Tre città, una sola istituzione.
Ogni mese deputati, assistenti, funzionari, interpreti e casse di documenti partono per Strasburgo. Quattro giorni di plenaria, poi si torna. Il mese dopo si ricomincia.
Quanto costa
Nel luglio 2014 la Corte dei conti europea ha calcolato che tenere a Bruxelles le attività di Strasburgo farebbe risparmiare 113,8 milioni di euro l’anno, in modo ricorrente [4]. Se si accorpasse anche Lussemburgo, i risparmi salirebbero a 97,4–127,2 milioni l’anno, secondo che a Bruxelles si comprino o si affittino gli spazi [4]. Una tantum, a seconda della sorte degli edifici di Strasburgo, l’operazione potrebbe fruttare circa 616 milioni oppure costarne circa 40 [4].
Sono le stime ufficiali, fatte dalle istituzioni stesse. Quelle aggiornate al 2026 non esistono.
Quanto inquina
Una relazione del Parlamento del 2018 richiama stime tra 11.000 e 19.000 tonnellate di CO₂ l’anno dovute alla dispersione geografica delle sedi [10].
Perché non si cambia
Il Parlamento ha chiesto più volte una sede unica, già con la risoluzione del 20 novembre 2013 [11], e lo ha ribadito nel 2026 [12]. Ma la sede è scritta nei Trattati, e i Trattati si cambiano all’unanimità dei 27 Stati, più le ratifiche nazionali. Basta un no.
I Trattati non sono le Tavole della Legge: li hanno scritti i governi, e i governi li hanno già cambiati, a Maastricht, Amsterdam, Nizza, Lisbona. Se non si cambia, non è perché non si può. È perché non si vuole.
Per correttezza. Non «trasloca tutto il Parlamento»: si spostano deputati, parte del personale e il necessario per le plenarie. La cifra di 114 milioni è una stima del 2014 su prezzi del 2014, non una spesa misurata. La forchetta 97,4–127,2 riguarda Strasburgo e Lussemburgo insieme. Il dato sulla CO₂ è una stima storica citata in un atto parlamentare. Strasburgo ha un valore storico reale, la riconciliazione franco-tedesca, e un indotto locale: vanno pesati, ma il loro prezzo va dichiarato.
5. 4.950 euro al mese. Le ricevute? Nessuno è obbligato a mostrartele.
È denaro pubblico. Arriva ogni mese, a forfait, su un conto intestato al deputato. E nessun cittadino ha il diritto di sapere come viene speso.
Che cos’è
L’indennità per spese generali (general expenditure allowance) serve a pagare i costi dell’ufficio di un eurodeputato: affitto e gestione dell’ufficio nel Paese di elezione, telefono, computer, materiale, documentazione, rappresentanza, organizzazione di eventi [2][3]. Vale 4.950 euro al mese, 59.400 euro l’anno, quasi 300.000 euro in cinque anni di mandato. Per 720 deputati, l’ordine di grandezza è di oltre 40 milioni di euro l’anno.
Come funziona
- È forfettaria. Non è un rimborso: il deputato non presenta fatture per riceverla. La riceve ogni mese, a prescindere da quanto spende [3].
- Va su un conto dedicato. È l’unico obbligo introdotto nel 2018 [3][16].
- Il deputato ne risponde da solo. La responsabilità dell’uso corretto è sua [3].
- La pubblicazione è volontaria. Il deputato può pubblicare sul proprio profilo una verifica contabile o una dichiarazione di conformità. Può. Non deve [13].
- Assenze: si restituisce il 50% solo se si manca, senza giustificazione, ad almeno metà delle plenarie dell’anno [3].
Che cosa è stato rifiutato
Il 2 luglio 2018 l’Ufficio di presidenza del Parlamento ha votato sulla riforma di questa indennità. L’unico obbligo approvato è stato il conto bancario separato. Sono stati respinti l’obbligo di restituire le somme non spese a fine mandato, quello di conservare le ricevute, quello di sottoporre le spese a verifica e quello di pubblicarle [16].
Perché conta
Per i viaggi servono i biglietti. Per i collaboratori servono i contratti e paga direttamente il Parlamento. Per le spese generali basta un conto corrente. È la voce in cui il controllo pubblico è più debole.
Nel 2018 il Tribunale dell’Unione ha confermato il no del Parlamento alle richieste di accesso ai documenti sulle spese dei deputati presentate da un gruppo di giornalisti, citando la protezione dei dati personali [14]. Un cittadino italiano oggi può sapere quanto riceve il suo eurodeputato. Non può sapere come lo spende.
Per correttezza. Che le ricevute non siano pubbliche non dimostra che i soldi siano spesi male, né che non esista alcun controllo interno. Diciamo un’altra cosa: che un controllo pubblico, voce per voce, oggi non è possibile. Le regole sulla restituzione dei residui a fine mandato vanno verificate anche nelle istruzioni amministrative successive al 2018.
6. Le ragioni dell’altra parte
Un dossier che non ascolta le ragioni dell’avversario è propaganda. Queste sono le loro, e sono serie.
- Indipendenza. Un eletto pagato bene non dipende da finanziatori privati. Uno stipendio unico per 27 Paesi evita deputati di serie A e di serie B.
- Lavoro vero. Il legislatore europeo scrive leggi complesse, controlla la Commissione, negozia con i governi. Lo staff qualificato costa. Tagliarlo alla cieca significa delegare la competenza ai lobbisti, che la offrono gratis.
- Simbolo. Strasburgo è il luogo della riconciliazione franco-tedesca, e l’Alsazia vive anche di quell’indotto.
Ma restano tre domande: le cifre sono proporzionate? Il denaro è usato bene? Il cittadino può verificarlo? Proprio perché il mandato deve essere libero, le regole di controllo devono proteggere il contribuente, e anche il deputato onesto dai sospetti.
7. Che cosa si può cambiare
Non servono rivoluzioni. Servono sei regole, e qualcuno che abbia il coraggio di votarle.
| Proposta | Chi decide | L’obiezione da superare |
|---|---|---|
| Spese generali con ricevute, pubblicate e restituzione dei residui | Parlamento (Ufficio di presidenza, misure di attuazione) | Costi amministrativi, privacy, spese minute |
| Diaria legata alla presenza effettiva, non alla sola firma | Parlamento, nel rispetto dello Statuto | Il lavoro utile non è solo il voto in Aula |
| Trattenute proporzionate per assenze ingiustificate ripetute, come alla Camera | Misure di attuazione o Statuto | Malattia, famiglia, missioni |
| Una sola sede | I 27 governi, con la revisione dei Trattati | Unanimità, immobili, Alsazia |
| Dati periodici e confrontabili sui rimborsi, tutelando i dati sensibili | Parlamento | Sicurezza, letture scorrette di spese legittime |
| Revisione esterna ogni tre anni di sedi, diarie e indennità | Parlamento e Corte dei conti | Costo del controllo, rischio di misurare solo il risparmio |
Un principio vale per tutte: nessuna regola dovrebbe premiare la presenza solo formale. Pagare una firma incentiva la firma. Contare solo i voti penalizza il lavoro che non si vede. Servono più indicatori, controlli verificabili ed eccezioni motivate in pubblico.
8. Fonti, metodo, aggiornamenti
Il metodo
Per importi e regole usiamo solo documenti primari: bilancio adottato, Statuto, misure di attuazione, pagine ufficiali del Parlamento, Corte dei conti europea, Tribunale dell’Unione, Camera e Senato. La stampa ci serve per trovare le domande, non per certificare le risposte.
Le nostre regole: ogni numero ha il suo anno; uno stanziamento non è una spesa; una simulazione non è un fatto; un’assenza non è per forza negligenza; le proposte sono separate dalle regole vigenti; nessun nome di singoli deputati senza una prova specifica.
Fonti (consultate il 14 ottobre 2026)
- [1] Unione europea, Bilancio generale definitivo 2026, sezione I – Parlamento europeo (spesa 2.604.856.587 €). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ%3AL_202600072
- [1b] Consiglio dell’UE, Testo comune di conciliazione bilancio 2026, ST 15487/25 ADD 4, sezione I, art. 422 «Spese per l’assistenza parlamentare» (273.732.353 €). https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-15487-2025-ADD-4/en/pdf
- [2] Parlamento europeo, Retribuzione e indennità dei deputati. https://www.europarl.europa.eu/meps/it/about/meps
- [3] Parlamento europeo, Misure di attuazione dello Statuto dei deputati, decisione C/2024/2814, versione consolidata 1/7/2025. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A02024D02814-20250701
- [4] Corte dei conti europea, Analysis of potential savings to the EU budget if the European Parliament centralised its operations, 11/7/2014. https://www.eca.europa.eu/other%20publications/pl1407_letter/pl1407_letter_en.pdf
- [5] Statuto dei deputati al Parlamento europeo, decisione 2005/684/CE, Euratom, artt. 10, 13, 14. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=celex%3A32005Q0684
- [6] Parlamento europeo, Ethics and transparency – MEP staff. https://www.europarl.europa.eu/news/en/faq/12/ethics-and-transparency
- [7] Camera dei deputati, Il trattamento economico. https://conoscere.camera.it/la-camera-dei-deputati/i-deputati/il-trattamento-economico
- [8] Senato della Repubblica, Trattamento economico. https://www.senato.it/node/75323/printable/print
- [9] Protocollo n. 6 sulla fissazione delle sedi delle istituzioni. https://eur-lex.europa.eu/eli/treaty/tfeu_2012/pro_6/oj/eng
- [10] Parlamento europeo, Relazione sulle previsioni 2019, A8-0146/2018. https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0146_EN.html
- [11] Parlamento europeo, Risoluzione del 20 novembre 2013 sulle sedi delle istituzioni (2012/2308(INI)). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52013IP0498
- [12] Parlamento europeo, Previsioni di entrate e spese per il 2027, A10-0124/2026. https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-10-2026-0124_EN.html
- [13] Parlamento europeo, Transparency on General Expenditure Allowance. https://www.europarl.europa.eu/at-your-service/en/transparency/general-expenditure-allowance
- [14] Tribunale dell’UE, Psara e a. c. Parlamento, 25/9/2018, cause T-639/15–T-666/15 e T-94/16. https://infocuria.curia.europa.eu/tabs/redirect/juris/documents.jsf?num=T-639%2F15
- [15] AsktheEU, General Expenditure Allowance and attendance rates (risposta del Parlamento europeo, 2020). https://www.asktheeu.org/request/general_expenditure_allowance_an
- [16] Transparency International EU, Parliament squanders chance to reform MEP allowance, 3/7/2018. https://transparency.eu/no-gea-reform/
Registro degli aggiornamenti
| Data | Versione | Intervento |
|---|---|---|
| 14/10/2026 | 0.1 | Prima stesura documentale (Francesco Medici) |
| 14/10/2026 | 1.0 | Pubblicazione. Titolo e sottotitolo; frase d’apertura per capitolo; avvertenze raccolte in un riquadro per capitolo; capitolo 5 dedicato alle spese generali (voto dell’Ufficio di presidenza 2018, fonte [16]); confronto Camera/Senato in tabella; assistenza parlamentare 2026 spiegata [1b]; applicazione della regola sulle assenze [15] |
Verifiche ancora in corso
Le pubblichiamo perché il lettore sappia che cosa stiamo ancora controllando. Ogni esito entrerà nel registro degli aggiornamenti.
- Bilancio 2026: confermare in Gazzetta ufficiale il totale definitivo della sezione I (2.604.856.587 €); le previsioni del Parlamento erano 2.636.241.620 €.
- Articolo esatto delle misure di attuazione sulla restituzione del 50% delle spese generali (la bozza 0.1 cita l’art. 45; la risposta AsktheEU 2020 cita l’art. 31, numerazione precedente).
- Residui a fine mandato: verificare se dopo il 2018 sono state introdotte regole o istruzioni amministrative.
- A10-0124/2026: verificare il testo approvato sulla sede unica.
- CO₂: confermare nella relazione A8-0146/2018 la forchetta 11.000–19.000 t e l’unità annua.
- Presenze: dataset ufficiale riproducibile prima di pubblicare qualsiasi percentuale.
- Fondo pensionistico volontario pre-2009: analisi separata.
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